Il Ministero della Salute fornisce alcune indicazioni molto importanti relative alla problematica della malattia parodontale. La prima fra tutte è che la parodontite è a tutti gli effetti una malattia che necessita di essere diagnosticata preventivamente e poi adeguatamente curata secondo gli standard protocollari previsti.
La malattia parodontale comprende le gengiviti e le parodontiti, patologie che riconoscono un concorso di cause multifattoriali, essenzialmente di origine batterica, che si manifestano secondo l’interazione di tre co-fattori:
- la suscettibilità dell’ospite
- i fattori ambientali
- i fattori comportamentali
Dobbiamo anche fare una differenza tra gengiviti e malattia parodontale vera e propria. Se è vero il fatto che si tratta di aspetti diversi di problematiche gengivali dobbiamo però riconoscere che esse sono legate da un sistema di allarme cronologico di manifestazione.
Le gengiviti interessano la gengiva vicina al dente (gengiva marginale) e sono caratterizzate da arrossamento del margine gengivale, edema, sanguinamento sotto stimolo meccanico ed a volte da aumenti di volume. Si tratta di quadri clinici completamente reversibili se adeguatamente trattati.
Le parodontiti sono un gruppo di patologie che hanno in comune la distruzione del sistema di sostegno del dente. Si manifestano con una perdita di attacco e di osso, formazione di tasche e recessione della gengiva. Sono sempre precedute da gengivite e, quindi, se si previene quest’ultima, è possibile prevenire la ben più grave parodontite. Il segno caratteristico delle parodontiti è la formazione della tasca parodontale associata a mobilità dentaria.
La malattia parodontale colpisce in Italia circa il 60% della popolazione. Circa il 10% manifesta forme avanzate. Particolarmente colpite sono la fascia di età compresa tra i 35 ed i 44 anni. La placca batterica riveste un ruolo di grande rilievo nell’insorgere della malattia, ma dobbiamo tenere sempre presente che l’interazione con l’ospite, la sua soggettività, costituisce il terreno fertile sul quale la parodontite prospera: fattori locali e sistemici come il diabete influenzano il decorso clinico della problematica gengivale e delle modalità di cura.
La letteratura clinica specifica, puoi trovare i riferimenti in fondo a questo articolo, prevede seguenti 4 stadi di patologia ad indicarne il decorso e la gravità con cui si manifesta:
- parodontite iniziale
- parodontite moderata
- parodontite severa con potenziale perdita dentale
- parodontite avanzata con estesa perdita dentale e potenziale esito in edentulia
Al fine di fornire un inquadramento del singolo paziente, lo stadio evidenziato deve poter essere incrociato alla velocità di progressione della malattia, alla risposta al trattamento precoce e agli effetti sulla salute sistemica.
Sono previsti 3 gradi A, B e C, corrispondenti rispettivamente a velocità di progressione ridotta, moderata ed elevata.
Terapia parodontale
Obiettivo principale del dentista di fronte ad un paziente con malattia parodontale è quello di arrestare la progressione della malattia ed evitare o ridurre l’insorgenza di eventuali recidive. La terapia delle parodontiti deve tener in adeguata considerazione la multifattorialità della malattia e comprendere procedure e trattamenti clinici volti a trattare il problema nella sua complessità.
Il controllo degli agenti causali viene perseguito e raggiunto attraverso il controllo della placca batterica sopragengivale (mediante l’igiene orale domiciliare, l’utilizzo di collutori, gel o paste a base di clorexidina e la detartrasi) e della placca batterica sottogengivale (levigatura radicolare) e con l’eventuale ausilio di farmaci locali o sistemici.
La detartrasi è una metodica di igiene professionale di tipo meccanico volto alla rimozione della placca batterica e dei depositi di tartaro dalle superfici dentali sopragengivali; si esegue con strumenti manuali (scaler o curette) o strumenti meccanici (strumenti sonici o ultrasonici).
La detartrasi deve essere completata con la lucidatura delle superfici strumentate, per mezzo di spazzolini o coppette con pasta pomice. Gli spazi interdentali vengono rifiniti con strisce abrasive. A volte sono necessarie più sedute.
La levigatura radicolare è una metodica di igiene professionale di tipo meccanico utilizzata per rimuovere il tartaro sottogengivale, adeso alla superficie delle radici dei denti e a rendere queste ultime lisce e compatibili con i tessuti parodontali. Può essere fatta a “cielo chiuso”, cioè senza scollamento della gengiva, o a “cielo aperto”, cioè mediante il sollevamento di lembi chirurgici gengivali per migliorare l’accesso e la visibilità del sito da trattare.
Riferimenti bibliografici